Caratterizzare il corso curricolare di diritto ed economia arricchendolo secondo le indicazioni del documento OCSE: Global-competency-for-an-inclusive-world. A riguardo segnalo che con il test PISA, già quest’anno, è stato possibile ai Paesi partecipanti inserire un nuovo elemento: la valutazione delle competenze globali ed è perciò che, in vista di una prossima generalizzazione della presenza di tale sezione nel test OCSE-PISA, proponiamo questo Progetto.
Con il progetto si intende operare per equipaggiare i giovani a collaborare produttivamente nella vita di ogni giorno attraverso le differenze culturali”. Conoscenze, abilità, attitudini e valori coerenti con quest’area costituiranno le quattro aree presidiate con il progetto. Nello sviluppo dello stesso si praticheranno perciò metodologie di didattica attiva coerenti che aiutino ad assumere prospettive differenti, discussioni sui pregiudizio e le discriminazione o attività di progetto che incoraggino a riflettere sulle radici e le cause dei problemi locali e globali”.
L’obiettivo sarà quello di proporre una visione del contesto internazionale caratterizzata dal rispetto e dalla comprensione reciproca fra le diverse culture. Oltre a quella della convivenza pacifica ci si propone la finalità di abituare gli studenti a una collaborazione efficace, sul terreno del lavoro (oggi didattico) e della produzione di ricchezza (in futuro nel contesto lavorativo). Cruciale da questo punto di vista l’idea che, sebbene ci siano gruppi (nazionali, etnici, religiosi e culturali) diversi, tuttavia ogni individuo è l’intersezione di più appartenenze differenziate ed in quanto tale si presenta come un unicum in cui i legami di appartenenza sono molto diversi e quindi nessuno decisivo. Pertanto i soggetti, atomizzati e mancanti di appartenenza culturale stabile ed unica possono convivere, comunicare e lavorare efficacemente insieme.
Verranno inoltre svolte:
- proposte di lavoro di “debate” per favorire l’acquisizione di capacità argomentative e dialettiche. (Il debate consiste in un confronto nel quale due gruppi di studenti sostengono e controbattono, un’affermazione o un argomento dato dall’insegnante, in un campo (pro) o nell’altro (contro). L’argomento individuato per essere coinvolgente deve riguardare “questioni socialmente vive” che usualmente non vengono affrontate nell’attività didattica tradizionale, ma che sono preferibilmente collegabili alla disciplina insegnata e comunque consentono di favorire apprendimenti legati alle competenze di cittadinanza.
Sul tema si apre il dibattito con una discussione formale legata a regole e tempi precisi scanditi dal docente. Per prepararsi al debate è necessario proporre agli studenti esercizi di documentazione ed elaborazione critica, devono imparare a cercare, validare, selezionare le fonti (ricerca in Internet) con l’obiettivo di formarsi un’opinione che potranno poi sostenere in modo fondato. Visto che l’attività didattica del debate ha come obiettivo permettere ai ragazzi di sviluppare competenze di public speaking vanno loro proposte delle attività di analisi sia cinematografica che delle modalità argomentative presenti in film classici e in video di talk show televisivi. Per approfondire: http://avanguardieeducative.indire.it/wp-content/uploads/2016/04/AE_04_DEBATE.pdf )
- proposte di lavoro per contrastare la diffusione di fake news sviluppando competenze di fact checking (il fact checking deriva dalla tradizione del giornalismo professionale: è un metodo empirico per dimostrare se dichiarazioni e fatti sono attendibili. Si fonda sulla raccolta e il confronto di fonti diverse e consente di ottenere un superamento oppure una conferma ai propri dubbi sulla veridicità del fatto considerato)
Per aiutare i ragazzi a acquisire/potenziare le loro competenze digitali si verificheranno i diversi apprendimenti mediante esercitazioni e test digitali[1].
Liberamente tratti dal documento: OCSE Global-competency-for-an-inclusive-world.pdf
[1] Questa modalità di svolgimento delle verifiche nasce da una scelta didattica, ma segue anche le indicazioni relative alla diffusione della dematerializzazione nella Pubblica amministrazione. Rif.: DPCM 21 marzo 2013. Relativamente alla decertificazione vedere: http://www.istruzione.lombardia.gov.it/decertificazione/)